QUESTO PORTALE WEB UTILIZZA COOKIES TECNICI Ulteriori informazioni.

Ministero della pubblica amministrazione

logo

Ciao Samuel

Mi sono svegliato piangendo.
Non mi capitava da tanto tempo.

Eravamo in macchina: io, te e Martino.
Ti riaccompagnavamo a casa.
Si è finiti a parlare della manifestazione.
Già, la manifestazione.
La prima volta l’abbiamo rimandata perché proprio nei giorni in cui si sarebbe dovuta tenere nella nostra città c’è stata un’impennata di contagi.
L’abbiamo rimandata perché una delle cose che volevo far vedere al mondo era che le persone giovani sono infinitamente migliori di quello che si dice e si pensa di loro.
Forse è sempre stato così.
Sicuramente è così in questi anni.
Lo so perché ho la fortuna di starci con i giovani.
E di starci in un modo straordinario: facendo teatro.
Li vedo.
Si lasciano guardare.
Perché si fidano di me.
E non si fidano di me perché faccio il teatro o perché posso offrirgli ricchezza e successo o perché sono particolarmente bravo.
Si fidano di me perché sentono che sono come loro.
Più vecchio, più rotto, più invischiato con l’insopportabile vita delle cose tristi, ma fondamentalmente come loro.
Mi annusano e si fidano.
Lo stesso faccio io.
E quel giorno, in macchina, ho sentito distintamente il profumo della tua anima.
Perdona questa frase stucchevole ma, credimi, è esattamente quello che è successo.
Vedevo il tuo sorriso dallo specchietto retrovisore.
Vedevo i tuoi occhi aperti alla vita.
Senza difese.
Sono rimasto folgorato.
Mi è sembrato di vedere un’anima appena arrivata in questo mondo dentro al corpo di un diciannovenne.
Avevi mantenuto stretto qualcosa dell’origine.
Non ci ho pensato due volte.
“Senti, Samuel, faremo questa manifestazione… ti va di esserci?
Ti va di scrivere qualcosa e poi di leggerlo in pubblico?”
“Ma cosa devo scrivere?”
Semplice, devi rispondere alla domanda: “Come stai?”
“Ok!”
Un paio di giorni dopo mi hai mandato questo testo:

Come sto?
In piedi.
Sto benino.
Purtroppo le grandi aziende o la gente con più soldi di noi ci comanda. Quindi c’è sicuramente gente che sta meglio di noi. Ma i soldi non fanno la felicità completa. Secondo me la felicità consiste nello stare bene prima di tutto con se stessi e con gli altri. Secondo me la vera potenza nel mondo, anche in questo momento, non sono i soldi ma è l’energia che ci lega, quell’energia che nel silenzio ci accomuna a tutti. L’energia che ci dona la vita. Dentro me sento un’energia illimitata. Sento un’energia che non dipende solo da me, ma anche da voi. E secondo me se riusciamo ad alimentare bene le nostre energie potremmo arrivare a fare grandi cose. E non parlo di pensioni, strade o cose che hanno a che fare con lo stato. Ovviamente sarebbe bello eliminare tutti i problemi che ha il nostro stato, ma purtroppo le mafie non ce lo permettono. Ma possiamo lavorare sull’amore che trasmettiamo a noi stessi e a gli altri. Parlando personalmente è l’unica cosa che mi tiene veramente in vita, oltre l’ossigeno e il cibo. Dobbiamo capire veramente cosa ci rende felici nella vita o finiamo ad essere tristi quando avremo una maggiore età. Comunque io sto bene, non mi è mancato mai nulla nella vita. Anche se potevo avere molto di più non mi lamento perché c’è tanta gente che soffre e che ha sofferto molto più di me. Mi piace essere empatico, vedo e sento tante persone tristi e non sono contento per questo. Cerchiamo di unire tutti le nostre energie in un canale positivo, vedrete che ne varrà la pena. Pace e amore


Ho pensato che avevo visto giusto: avevi mantenuto stretto qualcosa dell’origine.
Ti dissi che mi piaceva molto.
E poi, però, ti feci un’altra richiesta.
Ti dissi che m’interessava molto sapere come stavi tu.
Tu, personalmente.
Capisti esattamente la domanda e qualche giorno dopo mi inviasti questo testo:

Mi sento perso. Mi sento proprio abbandonato a me stesso. Sento una libertà interiore data dalla mia età probabilmente. Ma fuori di me c’è il caos, sento che appena ho un confronto con la realtà di questa città mi si smonta l’idea di mondo felice. Vedo che è difficile esporsi come persona sincera, perché le persone ti giudicano anche per come respiri. Vedo molti giovani che si perdono nel trovare un modo di approccio con i genitori. Vedo e sento tante mentalità chiuse e mi dispiace molto per questo. Mi mancano più sicurezze nella vita. Sto capendo che siamo pieni di incertezze. Sogno di non perdermi più su stupidaggini e cose superficiali, sogno di arrivare al fulcro della situazione e riuscire a convivere con l’inferno.

“Eccoci”, pensai.
Uno come te non poteva che sognare di riuscire a convivere con l’inferno.
Ti proposi di mischiare i testi e di farne uno unico.
Mi dicesti che l’idea ti piaceva.

Questa mattina mi sono svegliato piangendo perché ho un peso nel cuore.
Perché la tua morte, nella mia mente, richiama centinaia di altre morti.
Invisibili.
E poi perché mi sento come te, mi sento come i più giovani.
Mi sento incompreso.
Ma, essendo adulto, so che esiste la possibilità che sia io a non riuscire a farmi capire.
Allora, per onorarti, ho pensato di provare a farlo mettendo via vergogna e paura di essere frainteso.

Quello che voglio dire è molto semplice.
Caro mondo adulto, del quale faccio parte e con il quale condivido tutte le fatiche che ben sappiamo… non li stiamo vedendo. E vorrei urlarlo. Non li stiamo vedendo. Questa generazione di giovani è straordinaria. È contemporaneamente fragilissima e fortissima. Fragilissima perché vede il mondo crollare attorno a loro. Nessun appiglio. Nessun riferimento. Nessun rifugio. Fortissima perché ha sviluppato una sensibilità emotiva che non ha precedenti. E non lo dico in base a degli studi che ho fatto, lo dico in base a quello che vedo. Quelli della mia generazione una raffinatezza emotiva di questo tipo se la sognavano. Oserei dire una raffinatezza spirituale, mi si conceda il termine. Probabilmente quest’immagine farà a pugni con tante vicende delle quali si sente parlare in televisione. Invece dico che è perfettamente coerente. Un eccesso di sensibilità inascoltata, nel giro di un secondo, si può trasformare nella violenza più cupa. È un canto che non trova la strada e si trasforma in urlo muto e poi in violenza.

Piango perché dietro le loro azioni, in trasparenza, io vedo uno spirito che non trova casa. Piango per loro perché spesso vengono condannati. Piango per noi perché, condannando loro, condanniamo la nostra salvezza. E no, non sono cieco. E no, non sono buonista. E no, non penso che siano tutti angeli. Neanche per niente. Sarei un ipocrita se dicessi questo, viste tutte le volte che mi sporco le mani con le loro magagne. Il mio è, per forza di cose, un discorso di massima, con tutti i distinguo del caso. Ma se su centinaia di ragazze e ragazzi con i quali ho avuto che fare, tutti… e dico letteralmente tutti… li ho visti brillare… allora sento di poter fare un discorso di massima.

Piango, infine, per una questione strettamente personale.
Il teatro.
Il teatro per i ragazzi.
“Facciamogli fare un’attività ricreativa così almeno si sfogano e poi alla fine possono fare anche uno spettacolino”.
Non pretendo che tutti sappiano cosa sia il teatro.
Neanch’io lo so cos’è il teatro.
Però… e parlo almeno alle persone della città in cui vivo e che sono venute a vedere gli spettacoli che ho fatto insieme ai giovani… e parlo a persone comuni e parlo agli insegnanti e ai dirigenti e agli amministratori pubblici e ai politici e ai giornalisti e a chiunque sia venuto… se ancora pensate al nostro lavoro come ad un’attività ricreativa e al loro andare in scena come ad uno spettacolino… senza offesa: non avete capito assolutamente nulla. E la mia non è né una condanna né un insulto ma un invito: aprite gli occhi. Ora, subito, immediatamente. Perché se questi giovani non li vedete neanche quando stanno su un palco illuminati dai riflettori… allora nella vita, nella vita di tutti i giorni, tra i grigi e frettolosi impegni di noi adulti, non li vedrete mai.

Lo dico senza mezzi termini: dateci una mano ad aiutarli di modo che loro possano aiutare noi.
Io parlo del teatro, perché di quello mi occupo.
Ma è evidente che posso parlare allo stesso identico modo di musica, danza, pittura, scrittura, scultura…

Sono spiriti sottili.
Sono spiriti d’arte.
E per ogni atto deplorevole che compiono, guardate bene:
c’è un’anima delicata e preziosa che non sta trovando la strada.

Samuel,
mi perdonerai se ho sproloquiato.
D’altronde se, come avevo già in mente di fare, avessimo lavorato insieme… mi avresti sentito sproloquiare parecchio. Lo sanno bene i tuoi amici. Lo sa bene Martino, mio amato figlio e tuo caro amico, che ieri sera ti aspettava a casa. Avreste cenato insieme e oggi sareste venuti insieme alla manifestazione. Ed io non vedevo l’ora di sentirti parlare. Di osservarti attentamente. Anche se, perdona la presunzione, sapevo già che avrei visto un fascio di luce emergere dall’inferno. Sì, lo sapevo già.

Io non credo alla morte, Samuel.
Io credo alla vita.
E non ti parlo da religioso, ma da giovane adulto che tenta con tutte le forze di mantenere stretto qualcosa dell’origine.
Io credo che ora tu sia vita in altra forma.
Energia, come la chiami tu.
Bene, allora senti… ovunque tu sia… dacci una mano.
Ti prego.

Riccardo

 

L'omaggio della Scuola "Mastro Giorgio-Nelli" al cuore pulsante e sempre vivo della nostra città.

 Con i Ceri nel cuore... 

Guarda il video

 Un ringraziamento a Tommaso G. della 3 N per l'emozionante colonna sonora e alla prof.ssa Lucia Angeloni per le Brocche davvero speciali

 

 

 

 

Questo portale offre all'utenza esterna tutti i servizi previsti dalla normativa vigente: gli adempimenti amministrativi sono infatti facilmente consultabili dalla gestione prevista dai regolamenti in materia. Il nostro portale è stato progettato secondo i criteri di privacy by default & design e nel pieno rispetto del nuovo regolamento sulla protezione dei dati (GDPR), per questo motivo non vengono utilizzati sistemi di tracciamento e/o cookies di profilazione.

La consultazione del nostro portale è possibile anche da dispositivo mobile (tablet, smartphone) e, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari. Rif. DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2018, n. 106 "Riforma dell'attuazione della direttiva (UE) 2016/2102 relativa all'accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici.".

La Dirigente Scolastica

News in evidenza

In primo piano

PNSD

ISCRIZIONI ONLINE

URP

Scuola Secondaria di I grado
"Mastro Giorgio-Nelli"
Via Perugina Gubbio (PG)
Tel: 0759273779
Fax: 0759273747
PEO: pgmm21400g@istruzione.it
PEC: pgmm21400g@pec.istruzione.it
Cod. Mecc. PGMM21400G

Cod. Fisc. 92016380542
Fatt. Elett. XXXXXX